vipere aspidi vipere italiane velenose ma non mortali descrizione a breve .
viaggiando , andar per fungi , pescando , tempo libero , e lavorando ,ecc.…. il nostro tempo in mezzo alle vipere , e non c’è ne accorgiamo di loro se non accidentalmente , allora vediamo alcune notizie su questi rettili mal conosciuti dal uomo . Queste pagine sono una guida per tutti dai giovani ai meno giovani , e servono per comprendere meglio la vita delle vipere , e affrontare meglio le nostre incursioni , con più serenità , sapendo un po di più , eliminando nel nostro inconscio la paura eccessiva nel loro riguardi , questo ci servirà per essere più sereni godendoci appieno le nostre uscite
Ques ta pagina tratterà in modo vero e onesto la vita delle vipere il loro habitat, come mangiano , come si comportano , dove si possono incontrare , dove accidentalmente possono esserci , e tanto altro ancora . dimenticavo in questa pagina inserirò anche tutte le dicerie false di credenze popolari nei confronti di questi rettili ,che comunque nel massimo del possibile vanno tutelati . ( io per il 99% le rispetto… l’1% le prendo a randellate ) in estremis…
guide complete di fotografie e testi , per un miglior riconoscimento della specie e dei particolari .
i testi a breve momentaneamente godetevi le fotografie …. buona visione e navigazione sul portale il porcino.com
questo capitolo documentato con fotografie e scritti tratta di alcuni serpenti del mondo , ho realizzato queste fotografie girando dimostrazioni e poli fieristici in generale documentandomi , altre fotografie le ho scattate in ambiente naturale , ( aspidi vari ) . Queste fotografie non sono eccezzonali , riscontravo problemi di mal pulizia dei vetri dei terrari o teche , i vetri graffiati , sporchi , altri problemi di genere: luci ( lampade di calore ) interne dei terrari , e luci dei locali delle mostre dandomi riflessi di vario genere .. non essendo un fotografo , e utilizzando macchine fotografiche semi professionali i risultati sono ancora acettabili . BUONA VISIONE E PERMANENZA SUL SITO …
La sezione sarà documentata sui principi del veleno , come agisce sull'uomo , sulle prede e tanto altro ancora ,e come ci si comporta in montagna o nelle nostre escurizoni in caso di morso accidentale ....
aspis marasso / berus
carattere : La Vipera berus o marasso palustre, diffusa in montagna, è piuttosto aggressiva.
La Vipera berus, noto anche con il nome di marasso, è un viperide molto comune nell’Italia settentrionale. Il suo morso può essere molto doloroso, ma non è considerato molto pericoloso per l’uomo; pur richiedendo soccorso immediato, raramente si configura mortale. A rischio sono prevalentemente i soggetti esposti alle reazioni allergiche, quelli emotivi, gli anziani ed i malati affetti da patologie croniche, nonché i bambini.
descrizione ;
Possiede un corpo piuttosto grosso, gli adulti (maschi) crescono fino a circa 50-60 cm di lunghezza, le femmine sono leggermente più lunghe, circa 60-80 cm. La lunghezza varia comunque a seconda della zona: gli esemplari più lunghi (oltre 90 cm) si trovano in Svezia (sono stati osservati due esemplari lunghi 104 cm); in Francia e Gran Bretagna arrivano fino a 80-87 cm.
Raggiungono lo stato adulto al quarto anno di vita.
È un specie diurna, specialmente nelle regioni settentrionali, mentre nelle regione meridionali può essere attiva anche la sera e la notte durante il periodo estivo.
Il periodo di letargo dipende dalla regione, da circa 150-180 giorni in Gran Bretagna fino a 8-9 mesi in Svezia. Comunque anche in Svezia può svegliarsi dal letargo nei giorni invernali più caldi ed emergere dalla neve. Il letargo uccide circa il 15% degli esemplari adulti e circa il 30-40% di quelli giovani.
RIPRODUZIONE :
La stagione degli amori dura alcune settimane e finisce alla fine di maggio. In questo periodo i marassi non mangiano. I maschi sono disposti a percorrere grandi distanze per trovare il maggior numero di femmine disposte ad accoppiarsi (molte di esse non sono più fertili). I maschi rivali combattono intrecciandosi, con lo scopo di atterrare l’avversario, per cui il più leggero, e quindi il più giovane, perde.
Le femmine, ovovivipare, trascorrono il tempo a termoregolarsi in modo da riscaldare gli embrioni presenti all’interno del corpo; solo durante il parto ritornano nei luoghi invernali.
Se la nascita dei piccoli avviene a basse altitudini, il numero di neonati sarà circa di 10, se avviene in montagna sarà compreso tra 4 e 6. La maturità sessuale avviene per i maschi a 4 anni, un anno più tardi per le femmine.
ALIMENTAZIONE.I MARASSI PREDANO SOPRATTUTTO I PICCOLI MAMMIFERI, ANCHE I NEONATI. COVATE DI UCCELLI E RANE SONO FONTE DI NUTRIMENTO SECONDARIA.
Distribuzione :
È presente nelle regioni dell’Italia settentrionale, a nord del fiume Po, che oltrepassa solo nella zona di Ferrara e in alcune zone dell’appennino nord-occidentale, è altresì presente anche nelle regioni dell’Italia centrale.
È diffuso in tutta l’Europa occidentale, inclusa la Gran Bretagna e la Fennoscandia, e si trova anche in Albania, Bulgaria, eGrecia settentrionale, nell’Europa orientale a nord fino al circolo polare artico, e verso oriente fino all’oceano pacifico laCorea del Nord, l’isola di Sakhalin, la Cina e la Mongolia settentrionali.
Nelle regione dell’Europa meridionale, inclusa l’Italia, si può trovare sia nelle terre basse e umide sia ad altezze elevate, nelleAlpi svizzere può giungere fino a 3000 m di altitudine.
la livrea nei maschi è spesso grigio argentato, con ornamentazione molto scura, il più delle volte nera; nelle femmine è bruno-rossastro. Il disegno dorsale, appare come una linea continua a zig-zag, raramente diritta, o spezzettata, talvolta questo disegno è accompagnato da chiazze scure più o meno regolari sui fianchi. Dotato di zanne velenifere.

aspis marasso / berus

aspis marasso / berus

aspis marasso / berus

aspis marasso / berus
Aspis Francisciredi
Vipera aspis
carattere : La Vipera aspis o vipera comune, diffusa sulle Alpi e sugli Appennini, predilige luoghi caldi e asciutti; di indole mite, fugge se molestata.
Nome Comune: Vipera Comune
nome comune: Aspic di vipera
sottospecie: Vipera aspis atra, francisciredi Vipera aspis, Vipera aspis hugyi
sottospecie: Vipera aspis atra, francisciredi Vipera aspis, Vipera aspis hugyi
Distribuzione: Tutta Italia
distribuzione: tutta Italia
Dimensioni: Lunghezza Massima 94 centimetri, grande femmina piu ‘
Dimensione: dimensione media maschio 37 pollici, femmina più grande
identificazione:
dorsali 21
ventrali 134-169
sottocaudali 30-49 Paia
scalation:
dorsale 21
ventrale 134-169
sub-caudale 30-49
habitat: boscaglie, campi, pietraie; Enermax fino a 3000m
habitat: scrub, campi, pietraie, fino a 9000 metri
Alimentazione: roditori e sauri
prede: roditori e lucertole
velenosa : si ma non mortale , eccetto i casi di problemi fisici della vittima …
Variazioni di livrea: per complicarci ancora di più la vita, come se non bastassero le varie sottospecie, quest’ofide presenta, anche se in modo occasionale, livree assai varie, di seguito ne elencherò alcune:
cinerea: con colorazione superiore grigiastra
brunnea: con colorazione superiore brunastra
rufescens: con colorazione tendente al rosso
calderinii: colorazione tendente al giallo, arancio
nigra: esemplari melanici (completamente neri)
plumbea: esemplari melanotici (di colorazione molto scura) con questa livrea si possono avere esemplari con l’occhio e i contorni della bocca rossastri, questa colorazione molto bella e particolare viene chiamata ‘infernalis’
concolor: soggetti giallo-fulvo privi di ornamentazione sulla nuca
immacolata: soggetti giallo-fulvo privi di qualsiasi tipo di ornamentazione su tutto il corpo
sellae: individui bicolore, la colorazione varia dal dorso e nuca ai fianchi questa colorazione è molto rara.
Nonostante la varietà di colorazioni, balza subito all’occhio l’assenza totale dell’albinismo, relativamente frequente tra altri ofidi.
Ambiente: serpente che abita gli ambienti più disparati, si rinviene dal livello del mare fino hai 3000m. di altezza, indifferentemente che siano ambienti aridi, o paludosi, nei boschi, in radure collinari e montane, vicino hai muretti a secco. Inoltre si può trovare anche in zone comunemente frequentate dall’uomo, ad esempio nelle legnaie e nei fienili. I luoghi dove comunque si ha maggiori probabilità di incontrarla, sono i margini dei sentieri poco battuti, le franate, e le zone montane aride con bassa vegetazione, ben esposte al sole, spesso vicino a corsi d’acqua.
Abitudini di vita: la vipera inizia la sua attività tra febbraio e marzo, a seconda della temperatura. Finita la latenza invernale, i maschi si danno subito ‘da fare’ per cercare una compagna con cui potersi accoppiare. La femmina feconda partorirà i piccoli solo tra la metà di Agosto ed i primi di Ottobre. Il numero dei piccoli solitamente varia da 6 a 8 esemplari, con taglie uguali o inferiori ai 20 cm di lunghezza.
La vita della vipera è piuttosto ‘tranquilla’: la mattina, appena la temperatura lo consente, esce dal suo nascondiglio e trova un punto dove potersi termoregolare, solitamente una grossa pietra, o una zona più elevata rispetto al suolo. Nella prima parte della mattinata, si dedicherà alla ricerca del cibo, ma in estate, appena la temperatura sale troppo, troverà riparo nel suo rifugio, per riuscirne solo nel tardo pomeriggio.
Gli esemplari giovani, cacciano piccoli sauri, man mano che crescono la dieta sarà composta quasi esclusivamente da roditori; le abitudini alimentari possono variare in relazione all’ambiente abitato dalla vipera.
Se non è stata mangiata da un riccio, da altri serpenti, o da un uccello rapace… e se non è finita schiacciata da un auto, o uccisa dalle persone che ha avuto la sfortuna di incontrare, tra ottobre e i primi di novembre (a seconda delle regioni e dall’altitudine), la vipera cercherà un rifugio dove poter passare l’inverno. Si tratterà di una zona esposta a sud, ad una profondità che può variare dai 5 cm a 1 m, talvolta in compagnia di altri rettili ed anfibi.
Veleno: il veleno, che a noi può apparire come un’inutile arma impropria a disposizione della vipera, riveste una fondamentale importanza per questo rettile.
In primis gli è necessario per procurarsi il cibo: appena una possibile preda, ad esempio un topo, le passa vicino, la morderà con uno scatto fulmineo lasciando subito la presa. Il roditore morso morirà di lì a poco e la vipera lo rintraccerà, oltre che ispezionando l’aria estroflettendo la lingua, anche con una serie di ‘sbadigli’. In questo modo, infatti, riesce a captare la traccia odorosa, ovvero gli stimoli chimici emessi dalla preda in risposta all’azione del veleno.
Il veleno inoltre, agendo come un cocktail di enzimi degradatori, prepara la preda alla digestione: le vipere private sperimentalmente delle ghiandole velenifere non riescono a completare il processo digestivo!
Oltre che per cacciare il veleno viene usato anche per difendersi, ma solo in casi estremi, infatti il carattere estremamente timido di quest’animale, lo fa fuggire al minimo rumore sospetto.
Ma da cosa è formato quel liquido giallastro o biancastro, che tanto ci spaventa?? Da proteine attive, ed enzimi, che agiscono assieme, causando i vari sintomi che si hanno dopo che si è stati morsi. Qui di sotto riporto la ‘ricetta’ usata dalla nostra ‘alchimista’, per ottenere il suo veleno ad azione emotossica, che causa difficoltà di coagulazone del sangue, portando a piccole emorragie interne dovute alla rottura di vasi sanguigni.
Composizione del veleno Vipera aspis:
Enzimi proteolitici
Colinesterasi 6 mg.
Fibrinogeno-coagulasi/Trombina meno di 1 mg.
Fosfatasi 0,5 mg.
Fostatidasi 64 mg.
Ialuronidasi 60 mg.
Altre proteine attive
Fattori emorragici
Fattori acceleratori della coagulazione del sangue
Fattori inibitori della coagulazione del sangue
Fosfolipasi
L-aminoacido-ossidasi

Aspis Francisciredi

Aspis Francisciredi
vipera Ammodytes / del corno
Vipera ammodytes
carattere : La Vipera ammdytes o vipera dal corno, si trova nelle Alpi Orientali. È poco aggressiva, ma il suo veleno è il più pericoloso.
Nome Comune: vipera Dal Corno
nome comune: vipera *******
Distribuzione: Italia nord-orientale
distribuzione: NE Italia
Dimensioni: Lunghezza Massima 95cm, grande femmina piu ‘
Dimensione: dimensione media maschio 38 pollici, femmina più grande
identificazione:
dorsali 21
ventrali 132-169
sottocaudali 48-88 Paia
scalation:
dorsale 21
ventrale 132-169
sub-caudale 48-88
habitat: assolate boscaglie, campi, pietraie; Enermax fino a 1700m
habitat: scrub di sole, campi, pietraie, fino a 5600 metri
Alimentazione: micromammiferi, sauri e Piccoli Uccelli
preda: micromammiferi, lucertole e senza penne
nota: SI distingué Dalla Vipera aspis per la Presenza di corno delle Nazioni Unite sul naso ben Distinto
nota: si distingue da Vipera aspis per la presenza di un grande corno sulla sommità del muso .
velenosa : come tutte le vipere italiane è velenosa ma non mortale per l’uomo ( eccetto malati , bambini , anziani ) ..
La caratteristica distintiva di questa vipera, che ne rende immediato il riconoscimento, e’ il cornetto sul naso, caratteristica in comune con altre vipere caucasiche come Vipera pontica e Vipera darevskii. Il corno e’ lungo fino a 5 mm, soffice e flessibile, formato da una prominenza carnosa ricoperta di scaglie; in base alle sottospecie puo’ puntare verso l’alto o diagonalmente in avanti (questo e’ il caso delle due sottospecie italiane). Il significato evolutivo di questo carattere non sembra essere ben chiaro. Di sicuro non e’ derivato per selezione sesuale, perche’ entrambi i sessi lo sfoggiano equivalentemente, mentre il dimorfismo si manifesta nel colore, del fondo e delle ornamentazioni (piu’ tenue e sfumato nelle femmine), e nelle dimensioni, con le femmine in genere piu’ grosse dei maschi. La lunghezza media di questo serpente e’ sui 75 cm. Il nome ammodytes significa “che si nasconde nella sabbia.
Il caleidoscopico primato del serpente europeo piu’ variabile spetta infatti a Vipera aspis, la cui livrea passa dal bianco candido al nero passando dal giallo al rosso al grigio con tutte le possibili ornamentazioni. Il motivo di questa enorme variabilita’ e’ presto detto: questa e’ la vipera piu’ adattabile della penisola e la si ritrova negli ambienti piu’ disparati, da quello montano a quello planiziale, dai boschi alle pietraie, in quasi tutta Italia (esclusa la Sardegna e alcune zone delle Alpi) e in Francia. Per distinguerla dalle altre specie con cui e’ simpatrica (cioe’ con cui coesiste) io personalmente guardo il profilo del muso:
Il caleidoscopico primato del serpente europeo piu’ variabile spetta infatti a Vipera aspis, la cui livrea passa dal bianco candido al nero passando dal giallo al rosso al grigio con tutte le possibili ornamentazioni. Il motivo di questa enorme variabilita’ e’ presto detto: questa e’ la vipera piu’ adattabile della penisola e la si ritrova negli ambienti piu’ disparati, da quello montano a quello planiziale, dai boschi alle pietraie, in quasi tutta Italia (esclusa la Sardegna e alcune zone delle Alpi) e in Francia. Per distinguerla dalle altre specie con cui e’ simpatrica (cioe’ con cui coesiste) io personalmente guardo il profilo del muso:
Se ha il nasino all’insu’ un po’ alla francese, senza avere il corno, e’ una aspis, con buona probabilita’ (e non a caso la specie e’ diffusa anche in Francia). La lunghezza media si aggira sui 55-70 cm.

vipera Ammodytes / del corno

vipera Ammodytes / del corno

vipera Ammodytes / del corno

vipera Ammodytes / del corno
aspis atra
L’aspide o vipera (Vipera aspis, Linnaeus, 1758) è un serpente della famiglia Viperidae, diffuso in Europa occidentale.
Descrizione
Lunga al massimo 94 cm, (mediamente sui 60-65 cm.), presenta testa più o meno distinta dal collo, con l’apice del muso leggermente rivolto all’insù, ed occhi di dimensione media con la pupilla verticale ellittica. La coda è nettamente distinta dal corpo, caratteristica tipica della vipera e che la differenzia, tra le altre cose, dagli innocui colubridi. La colorazione varia a seconda dell’individuo dal grigio chiaro al marrone-rossiccio, e concede la possibilità al rettile di mimetizzarsi con l’ambiente circostante. Anche il disegno dorsale cambia da soggetto a soggetto, con strisce a zig-zag, macchiette separate o colorazione quasi uniforme. L’aspetto generale è più tozzo che negli altri serpenti a causa delle piccole dimensioni e della coda molto corta. Il veleno viene prodotto da speciali ghiandole velenifere poste in fondo al palato e inoculato attraverso denti del veleno cavi al loro interno. Come le altre tre specie di viperidi presenti in Italia Vipera aspis è ovovivipara; nascono da 6 a 8 piccoli di 15-20 cm, che sono autosufficienti e possiedono già ghiandole velenifere. Possono raggiungere anche i vent’anni di vita.
Distribuzione e habitat
L’areale della specie va dai Pirenei alla Germania. È il più comune viperide italiano. È presente su tutto il territorio nazionale, ad eccezione della Sardegna.
La Vipera aspis vive in luoghi freschi ed assolati, prediligendo ambienti poveri di vegetazione, prati, pascoli e soprattutto pietraie.
Biologia
Si ciba di topi, lucertole e piccoli uccelli. Si tratta di un animale territoriale. Goffa, lenta nei movimenti e di indole paciosa, reagisce fulmineamente se calpestata o molestata. Il suo veleno è molto attivo nei confronti dei piccoli animali, dal momento che contiene sia neurotossine che emotossine, tuttavia raramente si configura mortale per l’uomo, pur richiedendo soccorso immediato e provocando effetti anche seri. A rischio sono prevalentemente i soggetti esposti alle reazioni allergiche, quelli emotivi, gli anziani ed i malati affetti da patologie croniche, nonché i bambini.
Riproduzione
È una specie ovovivipara, cioè le uova si schiudono all’interno del corpo materno poco prima del parto e i piccoli (generalmente da 6 a 8) nascono già interamente formati, divenendo autosufficienti alla fine dell’estate. Durante il periodo degli amori, che avviene in primavera, i maschi possono intraprendere delle lotte ritualizzate: essi sollevano le parti anteriori del corpo e le attorcigliano intorno al proprio rivale per valutare le reciproche forze.
Comportamento
Come tutti i rettili anche la Vipera è un animale a sangue freddo ed è perciò attiva soltanto quando la temperatura al suolo raggiunge i 25-27 gradi. Per questo motivo durante la stagione fredda effettua una latenza invernale, nascondendosi in anfratti del terreno; in alta quota il letargo può protrarsi per oltre 7 mesi. Contrariamente alle credenze popolari la Vipera non è assolutamente aggressiva; se non viene molestata, non rappresenta un pericolo per l’uomo, perché, di fronte ad un fattore di disturbo, tende a scappare e a nascondersi.
Sottospecie
Le sottospecie riconosciute sono le seguenti:
Vipera aspis aspis (Linnaeus, 1758) – diffusa principalmente in Francia, Germania meridionale, Svizzera e Italia settentrionale.
Vipera aspis atra (Meisner, 1820) – presente in Svizzera
Vipera aspis francisciredi (Laurenti, 1768) – presente nell’Italia centrale
Vipera aspis hugyi (Schinz, 1833) – diffusa in Italia meridionale

aspis atra

aspis atra
questi sono alcuni serpenti del mondo descrizione a breve










































testudo hermanni hermanni
Origine e storia
La tartaruga Testudo Hermanni è la specie più comune di tutte le tartarughe del Mediterraneo, nonché l'unica vera Tartaruga Terrestre italiana. Vive prevalentemente al nordest della Spagna, al sud della Francia, al nordest dell'Italia e su alcune isole del Mediterraneo. E' un animale abbastanza robusto e può adattarsi in ambienti umidi o secchi, l'importante che siano caldi. E' docile, simpatica, non ha bisogno di cure particolarmente impegnative o costose. Non meraviglia quindi che per molti anni la tartaruga è stata considerata come una specie ideale di animale domestico. Le Testudo Hermanni hanno il carapace con macchie nere che vanno al giallo anche se la brillantezza e lucentezza del giallo può affievolirsi con l'età, verso una colorazione più grigia e striata. Si trovano in natura in una vasta varietà di habitat come boschi, boscaglia, pascoli e fattorie. La Testudo Hermanni è stata suddivisa in due sottospecie: la Testudo Hermanni Hermanni (sottospecie occidentale) e la Testudo Hermanni Boettgeri (sottospecie orientale) le cui differenze verranno trattate nella sezione anatomia. Durante l'ultimo secolo migliaia di queste tartarughe vennero strappate dal loro habitat dell'Europa sudorientale ed esportate nell'Europa nordoccidentale per fini commerciali. Questa popolarità sfortunatamente ha portato uno spopolamento dell'habitat perché gli esemplari venivano presi in libertà e non da allevamenti o in cattività e la sopravvivenza della specie non veniva tutelata in alcun modo. La maggior parte degli esemplari catturati morì in breve tempo non adattandosi al clima freddo e umido. A riparazione di questo scempio dieci anni fa la CEE introdusse specifiche leggi con il divieto di commercializzare questi animali non solo per tentare di risolvere il sopradetto problema ma anche per cercare di ripopolare alcune aree originali dove la Testudo Hermanni è quasi estinta.
Abitudini e vita
Le TH conducono uno stile di vita molto attivo (malgrado l’apparenza o i luoghi comuni) quindi dobbiamo garantire loro un’area ampia e variegata dove possono essere libere di correre, nutrirsi, cacciare, scavare, arrampicarsi, prendere il sole, nascondersi e avere sempre a disposizione acqua potabile. Amano vagabondare ed esplorare e se gli è consentito tentano di uscire dal territorio in cui sono ospitate. Se tenete le vostre tarte in un giardino assicuratevi che la superficie a disposizione sia almeno di 10 mq. per esemplare, circondata da un recinto “inarrampicabile” alto circa 40 cm. e interrato circa 10 cm. sarebbe l’ideale se il vostro giardino fosse provvisto di vegetazione tipica della macchia mediterranea dove, per rendere più vario l’ambiente, potete mettere cumuli di sabbia, sassi o rocce. Le tartarughe dovranno avere spazi sicuri dove prendere il sole (che è fondamentale per la sintesi della vitamina D e quindi per la crescita del carapace), e spazi ombrosi dove ripararsi nelle ore più calde o nascondersi. A tal proposito può essere simpatico, nonché utile, costruire semplici rifugi, ben arieggiati, in legno, con il pavimento rialzato per evitare che diventi umidi, oppure riempito di foglie ben secche.Argomento indispensabile da tenere in considerazione per garantire una buona salute alle nostre tartarughe è l’alimentazione. Le TH sono prevalentemente vegetariane, la loro dieta deve essere ricca di fibre, sali minerali, vitamine e povera di grassi e proteine animali. In libertà prediligono i teneri germogli delle più svariate piante selvatiche, fiori, lumache, frutta selvatica e occasionalmente escrementi di altri animali. Gli esemplari che teniamo in giardino si possono alimentare variando fra la grande scelta di frutta e verdura disponibili, l’importante è che siano ben lavate per eliminare ogni traccia di pesticidi. Può essere una graziosa idea coltivare nel giardino delle piante di lattuga che saranno a disposizione delle tartarughe in modo “naturale” (evitiamo accuratamente di usare alcun tipo di pesticidi e concimi. Una dieta varia fornisce la quantità di vitamine sufficiente per il metabolismo delle testuggini, a meno che non ci siano dei problemi di salute o carenza di calcio, fondamentale per la sintesi della vitamina D.
Il letargo
Il letargo è un processo che alcuni animali attraversano per sopravvivere all’inverno: la temperatura scende così tanto che l’animale non può sopravvivere allo stato attivo. Così queste creature vanno incontro ad un “riposo invernale” e si “nutrono” grazie alle riserve di grasso del loro corpo che hanno accumulato durante i mesi caldi. Tutti i processi metabolici vengono rallentati, l’animale ha così bisogno di un bassissimo dispendio di energie.La temperatura ottimale durante questo questo periodo deve essere mantenuta tra i 5 e i 10 gradi. Una temperatura sotto i 2° potrebbe essere dannosa e sotto i 0° letale. Una temperatura sopra i 10° interromperebbe il letargo che, comunque, non deve superare le 20 settimane. Durante questo periodo la tartaruga perde, al mese, circa l'1% del suo peso iniziale. In libertà, alle latitudini naturali, la testuggine può rimanere in letargo anche solo 4 settimane.
ho costruito questo terrario in base a dei criteri ben precisi , che trattano il clima naturale , con un design particolare di scambio calore e umidità con relatici circoli di aria , studiato da me personalmente . una breve e veloce descrizione al prossimo passaggio .
premetto che ,ho dovuto costruire questo terrario provvisorio per far saltare un letargo a queste piccole nate ritardatarie , non potendo immagazzinare sufficienti scorte di proteine e grassi per affrontare un letargo ,
visto un esigenza particolare , ho preparato il terrario in casa ( nella mia camera ) è accessoriato di lampada a infrarossi di 50 wat con lampada uvb di 26 wat , con i singoli cavi che scendono per negli appositi buchi sul soffitto ( ne ho creati vari per due motivi ( una per scaricare le condense a vapore , poi per eventuali cambiamenti di posto lampadine , il tutto comprende 5 termometri , che poi piazzerò a vista in ogni punto strategico del terrario , il terrario comprende di un rifugio dietro alla piota calore di 24 gradi interni o sotto la piota di costa vedesi foto , sotto la lampada a infrarossi ci sono 31 gradi e sotto la uvb 28 , in mezzo al terrario 26 , il terrario come vedete ha una areazione ben diversa è strutturato per un riciclo di aria per mantenere tre zone ben distinte di calore fresco in tre temperature diverse , come vedete ha un disegno geometrico a se , dopo vari pensamenti ho dedotto che la ghiaia mi fa un gioco di calore in vari punti il calore dopo il cerchio irradiante degli infrarossi a tot temperatura , sulla piota , e sassolini intorno protraggano perchè immagazzinano calore per ancora uno spettro , sempre via via sminuendo arrivando alla zona fredda dove c'è uno scambio di aria rinfrescante dandomi attorno alla piota e dentro alla piota ( zona notte ) una caloria di circa 22 gradi , ho inserito dentro alla piota un bicchiere che funge da umidificatore a freddo per una reazione di caldo esterno e fresco esterno cosi si automatizza anche la percentuale di umidità di circa 78% , possiblile aumentarla forando più volte il coperchio del bicchiere oppure tappando i buchi per diminuire il tasso di umidità . ho introdotto le piote per porgervi sopra il mangiare e un piattino del caffè contenete acqua da bere , a breve preparerò un copri piota del mangiare per non far essiccare troppo in fretta gli alimenti .












Composizione dieta testuggine comune
(Testudo hermanni Gmelin)
(applicabile anche a Testudo greca, testudo horsfielidi)
VEGETALI RACCOMANDATI (tendenti all’optimum alimentare)
- Sonchus oleraceus (crespino comune oliscio, cicerbita, cardone);
- Cichorium intybus (cicoria dei campi);
- radicchio coltivato (tutte le varietà);
- tarassaco o dente di leone;
- cicoria coltivata (in particolare cicoria catalogna);
- indivia;
- insalata scarola;
- foglie (o pale) di fico d’India (previa asportazione degli spini);
- borracina;
- borragine;
- foglie di vite europea (non trattata e no vite americana o canadese);
- margherite;
- foglie di carota;
- foglie di melone;
- finocchio;
- cime di rapa;
- foglie giovani di gelso;
- foglie giovani di betulla;
- fiori e foglie di ibisco;
- fiori di rosa;
- fiori di nasturzio;
- fiori di geranio;
- viole;
- coste di cardi;
- crescione dei prati;
- ravizzone;
- alchemilla;
- borsa del pastore;
- foglie di papavero;
- foglie di rucola (o ruchetta);
- portulaca;
- senecione;
- foglie secche di limone;
VEGETALI, ORTAGGI E FRUTTA SOMMINISTRABILI IN QUANTITA’ MINIMA (~10 % sul totale)
- insalata lattuga o romana (se non coltivata in cicli brevi);
- erba medica;
- trifoglio fresco o anche secco;
- anguria;
- fichi d’India;
- fichi;
- melone, foglie e frutti;
- spinaci;
- bietola e barbabietola;
- prezzemolo;
- sedano;
- lamponi e more;
- arance e mandarini;
- fragole;
- albicocche;
- mele;
- pere;
- corniole.
VEGETALI E FRUTTI SCONSIGLIATI (generanti disordini alimentari)
- insalata lattuga, romana, iceberg, ecc… se coltivate con cicli brevi e/o trattate mediante erbicidi, insetticidi e fungicidi [rischi di residui altissimi, rapporto calcio/fosforo sbilanciato, quasi totale assenza di carboidrati strutturali, vitamine e microelementi];
- cavoli, cavoletti di Bruxelles, broccoli, cavolfiori, verza [rapporto Ca/P fortemente sbilanciato o invertito, presenza di glucosidi, probabile presenza di nitrati];
- legumi e semi di fagiolo, pisello, fava, soia [rapporto Ca/P fortemente sbilanciato, presenza di inibitori delle proteasi, tannini, lectine, fitati, ossalati, glucosidi, fattori antivitamina D e E];
- patata [presenza dell’alcaloide solanina sotto la buccia del tubero, nelle parti verdi e nei germogli];
- pomodoro [quasi totale assenza di calcio, rapporto Ca/P fortemente sbilanciato, minimo contenuto di carboidrati strutturali];
- carota [modesta presenza di calcio, caroteni, carboidrati strutturali, rapporto Ca/P fortemente sbilanciato];
- ravanello [quasi totale assenza di calcio, rapporto Ca/P fortemente sbilanciato];
- zucche [quasi totale assenza di calcio, rapporto Ca/P fortemente sbilanciato o invertito];
- cipolle, porri, ecc… [elevati apporti proteici, quasi totale assenza di calcio, rapporto Ca/P fortemente sbilanciato];
- spinaci Nuova Zelanda [elevata presenza di ossalati];
- melanzana [assenza di calcio, presenza di fosforo, presenza di ossalati];
- peperone [assenza di calcio, presenza di fosforo, presenza di ossalati];
- cetriolo [assenza di calcio, presenza di fosforo];
- funghi [elevato contenuto proteico, assenza di calcio, elevati dosi di fosforo e ossalati];
- uva [elevata presenza di tannini, elevato contenuto di carboidrati non strutturali e proteine, presenza di fosforo];
- ananas [assenza di calcio, presenza di fosforo, elevato contenuto di carboidrati non strutturali];
- banana [assenza di calcio, presenza di fosforo, elevato contenuto di carboidrati non strutturali e proteine];
Il fieno lo puoi fare anche da te essiccando le erbe di campo cosìsai cosa gli dai
testudo horsfieldi
Ordine: Cheloni
Sottordine: Criptodiri
Famiglia: Testudinidae
Genere: Testudo
Specie: Horsfieldi
Provenienza
Kazakistan, Uzbekistan, Pakistan, Afghanistan, Iran e Cina
Caratteristiche
Questa specie prende anche il nome di “tartaruga afgana” o “tartaruga della steppa” o “tartaruga russa”. Ha il piastrone che va dal giallo-oro al marrone, con delle macchie scure al centro delle placche. Si tratta di una testuggine terrestre molto piccola,i maschi adulti misurano infatti 11-13cm, mentre le femmine 14-16cm.
Allevamento in cattività
E’ preferibile allevare questa specie all’aperto,anche per quanto riguarda le abitudini alimentari, ama infatti nutrirsi di fiori e li sceglie tra quelli presenti in giardino,sarà quindi opportuno piantarne molte specie (facendo attenzione che non siano nocivi). In giardino dovranno essere presenti dei rifugi in cui la testuggine possa stare all’ombra, ed è bene che ci siano anche delle rocce, sia per rendere l’ambiente più vario e interessante, che per impedirle di scavare in ogni luogo. Queste testuggini scavano tunnel incredibili e spesso collaborano tra loro per accelerare il lavoro! Se c’è una zona del giardino cui le testuggini non hanno accesso, è bene che per loro sia impossibile vederla (mediante un’alta recinzione o dei grossi cespugli piantati in vasi accostati), altrimenti il non riuscire a raggiungerla sarà grossa causa di stress.
A disposizione della testuggine si sistemerà anche un contenitore basso con 1-2cm d’acqua ed è buona norma farle fare “il bagno” settimanalmente, pare infatti che siano poco inclini a sguazzare in acqua,per cui saremo noi a bagnarle periodicamente. C’è da sottolineare che questa specie non tollera assolutamente il freddo umido (per lei è la principale causa di malattie respiratorie), quindi a seconda della zona in cui si vive va considerato se sia meglio allevarla in un grande spazio all’interno (è bene comunque portarla in ogni caso all’interno durante i periodi di pioggia). La temperatura adeguata va dai 22°C ai 27°C, con picchi di anche 32°C sotto le spot-lamp (o nel punto più caldo in cui batte il sole).
E’ molto importante far fare il letargo in un posto asciutto dove la temperatura non scenda al disotto dei 4 grandi e non salga sopra i 10 gradi. Per questo motivo, utilissimo sarà uno scatolone riempito di foglie secche e messo in un locale, spesso una cantina, con le temperature appena citate.
Alimentazione
Si tratta di una specie prettamente vegetariana, quindi va nutrita con lattuga, indivia, radicchio, broccoli, cavolfiore, sedano, petali di rose e altri fiori come gerani, petunie ecc… (spesso sceglie i fiori che si trovano in giardino in base al colore che preferisce). Molti allevatori sostengono che sia meglio non somministrare frutta perché potrebbe causarle problemi digestivi. Sarà opportuno somministrare un integratore mineral-vitaminico (contenente calcio,vitamina A e D3) da mescolare agli alimenti, ne esistono sia in polvere che in gocce (per apportare calcio si può anche spolverizzare dell’osso di seppia grattugiato sugli alimenti).
Maturità sessuale
Depone da una a cinque uova,in momenti differenti,che si schiudono in un paio di mesi. Se si possiede più di un esemplare, è preferibile avere un maschio con 2 o 3 femmine, oppure per avere un po’ di competizione ed incentivare l’attività delle testuggini, si possono tenere 2 maschi e 5 femmine.
*in base al CITES (Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione) è obbligatorio denunciare il possesso (nonché la nascita e il decesso in cattività) agli uffici del corpo forestale dello stato per quanto riguarda le specie protette, al fine di salvaguardarne l’estinzione e di regolarne il commercio.
la mia tartaruga femmina





il mio maschio di tartaruga





le mie testudo horsfieldi anno 4 anni
scheda curata e redatta da me personalmente in base all'esperienza in campo .
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