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    tutto sul predatore delle acque dolci il luccio


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    tutto sul predatore delle acque dolci : il luccio

    Killer-Instinct


    LUCCIO - Nome comune: LUCCIO (Inglese: pike)

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    Anzi tutto di pesci lucci , esox lucios il nome scientifico ne esistono di varie qualità o meglio di ceppi i nostrani e i non nostrani chiamati in Italia verdoni , questo è dovuto anche alla livrea del pesce che cambia colore in base al’abitat o luogo dove vive . stabilire di che ceppo è un luccio è una cosa non da poco , ma comunque alcuni riferimenti possiamo citarli per una migliore individuazione del esemplare stesso magari pescato e rilasciato e fotografato con le dovute maniere .


    Il luccio (Esox lucius, Linnaeus 1758) è un pesce di acqua dolce appartenente alla famiglia Esocidae dell'ordine degli Esociformes.
    È caratterizzato dalla bocca a "becco d'anatra", dominata da robusti e acuminati denti. In Nordamerica vive una specie più grande e feroce, denominata muskellunge (Esox masquinongy).Questo pesce è diffuso nel continente nordamericano, pressoché in tutti i bacini fluviali atlantici e del Pacifico. In Eurasia è presente dalla Francia alla Siberia, compresa l'Italia settentrionale. In Irlanda ed Inghilterra è presente in gran numero. Il luccio è un utile e prezioso equilibratore naturale. Nella sua dieta preferisce selezionare prede morte o malate, inibendo anche l' eccessiva prolificità di altri pesci, ciprinidi soprattutto che, sviluppandosi in numero eccessivo, potrebbero modificare l'equilibrio di alcuni ambienti.


    Il luccio, Esox lucius, appartiene alla famiglia Esocidae, sottordine Esocoidei, ordine Salmoniformes, sottoclasse Actinopterygii, classe Osteichthyes, superclasse Pisces (Forneris et al., 1990).
    Le principali caratteristiche di questa famiglia sono: corpo allungato e compresso in senso laterale, interamente ricoperto di piccole scaglie cicloidi; testa grande, con mandibola prominente; bocca ampia e munita di numerosi denti conici, acuminati e robusti, disposti sui premascellari, sui palatini, sul vomere, sulla mandibola e sulla lingua; branchiospine ridotte; linea laterale marcata, con andamento quasi orizzontale; pinna caudale biloba e incisa; presenta un’unica pinna dorsale, in posizione arretrata ed opposta alla pinna anale; vescica gassosa con dotto pneumatico; ovari con ovidotti (Gandolfi et al., 1991).
    La fam. Esocidae è rappresentata dal solo genere Esox, composto da 5 specie: E. masquinongy, E. niger, E. americanus, E. reicherti, E. lucius: di queste solo l’ultima è indigena del continente europeo.
    Gli Esocidi sono ampiamente distribuiti nelle zone temperate e fredde dell’emisfero boreale, vivono in acque dolci o debolmente salmastre, in zone stagnanti o moderatamente correnti, in cui rivestono il ruolo di predatori: quest’ultima caratteristica, in particolare, spiega il motivo per cui tutte le cinque specie possiedono numerose caratteristiche morfologiche simili.
    Gli attuali Esocidi derivano dai Paleoesocidi vissuti nell’Eocene medio (45 milioni di anni fa); l’evoluzione ha portato ad un graduale ampliamento della bocca e ad un allungamento del corpo, con un relativo aumento del numero delle vertebre: dalle 33 presenti nel Paleoesocide dell’Eocene medio alle 64 presenti nell’attuale Esox lucius (Bruno e Maugeri, 1992).
    DISTRIBUZIONE
    Secondo le attuali teorie zoogeografiche, supportate da ritrovamenti fossili, il luccio è da considerarsi autoctono in Italia settentrionale e centrale, sino al Lazio e all’Abruzzo (Berg, 1932); attualmente, a seguito di immissioni operate dall’uomo, la specie risulta presente anche in alcune acque dell’Italia meridionale ed insulare. Tuttavia, anche se il suo areale di distribuzione risulta ampliato rispetto a quello originario, le continue alterazioni degli ambienti acquatici, sia qualitative, che quantitative, stanno portando ad un continuo decremento delle popolazioni di luccio e, in alcune acque, addirittura alla totale scomparsa. Va inoltre aggiunto che in alcune acque italiane sono stati utilizzati, per i ripopolamenti, esemplari di luccio provenienti dall’est Europa, i quali, pur essendo della stessa specie Esox lucius, appartengono a popolazioni diverse, con possibili e gravi rischi di inquinamento genetico delle popolazioni indigene.
    Ambienti tipici colonizzati da questa specie sono le acque lacuali o a lento corso di pianura, con fondo fangoso e ricche di vegetazione acquatica, le risorgive della Pianura Padana, le lanche ed i canali di bonifica.
    Per le sue caratteristiche di predatore, il luccio è un animale estremamente solitario e territoriale: il numero di individui in una determinata area risulta essere condizionato principalmente dal numero di rifugi a disposizione e solo secondariamente dalla disponibilità alimentare, questa teoria spiega il motivo per cui i maggiori valori di densità si riscontrano in ambienti di risorgiva, ricchi di vegetazione acquatica ma con disponibilità trofiche inferiori a quelle di un lago o di una lanca; in tali ambienti, infatti, è possibile raggiungere valori anche superiori a 0.1 ind/m², contro gli 0.01 ind/m² dei canali della bassa Pianura Padana (Marconato A., 1986).
    Il luccio trascorre gran parte del suo tempo nascosto fra la vegetazione acquatica, intervallando lunghi periodi di inattività e di digiuno a brevi momenti di caccia.
    La temperatura ottimale è intorno ai 18 °C, pur riuscendo a sopportare grossi sbalzi di temperatura e relative variazioni di concentrazione di ossigeno.


    MORFOLOGIA
    Il luccio presenta i seguenti caratteri distintivi (Gandolfi et al., 1991):
    - corpo fusiforme, allungato e compresso in senso laterale.
    - Capo grande e appuntito.
    - Bocca molto ampia, con mandibola prominente e caratteristica forma a "becco d’anatra". La mascella superiore raggiunge il margine posteriore dell’occhio.
    Denti conici, acuminati, robusti e numerosissimi, disposti sui premascellari, sui palatini, sul vomere, sulla mandibola e sulla lingua.
    Pinna dorsale di medie dimensioni, spostata verso la coda, posta sopra la pinna anale. Pinne pettorali e ventrali piccole. Pinna caudale biloba.
    Le pinne sono sostenute da raggi in numero variabile: 16-26 per la pinna dorsale, 13-16 per le pinne pettorali, 10-12 per le pinne ventrali e 16-25 per la pinna anale.
    La linea laterale, portata sui fianchi in posizione centrale, è composta da 105-148 scaglie cicloidi.
    La colonna vertebrale è formata da 56-65 vertebre.
    La livrea è caratterizzata da una colorazione di fondo giallo-verdastra, su cui si evidenzia una variegatura verde scuro; il dorso è bruno e il ventre è bianco. Le pinne sono giallastre, macchiettate di nero.
    Non esiste dimorfismo sessuale.

    ACCRESCIMENTO E ALIMENTAZIONE
    L’accrescimento del luccio risulta estremamente variabile, poiché direttamente influenzato dalla disponibilità trofica. A titolo puramente indicativo, si raggiungono lunghezze totali di 15-20 cm (40-80 g) al 1° anno, 35-45 cm (350-800 g) al 3° anno, 50-60 cm al 5° e 65-75 cm (2,5-4,0 Kg) all’8° (Gandolfi et al., 1991).
    Il luccio può raggiungere i 30 anni di età e la lunghezza di 1.5 m, per 35 Kg di peso corporeo (Muus & Dahlstrom, 1967).
    Gli individui di taglia maggiore sono femmine, i maschi infatti, oltre a rimanere per buona parte dell’anno nelle zone di riproduzione - a bassa disponibilità trofica - risultano meno longevi: non superando, generalmente, i 4-5 anni di vita. Questa caratteristica, in particolare, spiega perché, oltre la quarta-quinta classe d’età, il rapporto tra i sessi risulti spostato a favore del sesso femminile (Marconato A., 1986).
    La dieta del luccio è prevalentemente ittiofaga: dopo poche settimane di vita, raggiunta la lunghezza di 2.5-3 cm, iniziano ad instaurarsi i primi fenomeni di cannibalismo e di predazione a carico di giovani pesci, i quali, poi, diverranno l’unica fonte di cibo, fatta eccezione per qualche anfibio, invertebrato o per qualche piccolo mammifero o uccello acquatico.
    Il quantitativo di cibo ingerito giornalmente da un luccio è di molto inferiore rispetto a quanto affermato dalla credenza popolare, secondo la quale il luccio mangerebbe tanto pesce al giorno quanto pesa. Alcuni studi condotti in Francia hanno, infatti, dimostrato che, nell’arco di un anno, tale valore sia di poco superiore a tre volte il suo peso corporeo iniziale; così, ad esempio, un luccio di 500 g, che dopo un anno avrà raggiunto i 1000 g di peso corporeo, avrà mangiato un quantitativo di cibo pari a circa 1750 g: di cui 750 utilizzati per l’espletamento delle varie funzioni fisiologiche ed i restanti 1000 g utilizzati per l’accrescimento di 500 g in peso corporeo (AA.VV., 1983).
    L’azione di caccia segue una serie di comportamenti molto standardizzati:
    il luccio, in agguato, è mimetizzato fra la vegetazione acquatica;
    individuata la preda, ne segue gli spostamenti, tenendo la testa immobile e sfruttando la notevole mobilità degl’occhi;
    avvicinamento, con brevi ma veloci movimenti delle pinne pettorali e ventrali;
    contrazione dei muscoli con relativo piegamento del corpo, che assume una caratteristica forma a "S"
    attacco. Questo, se andato a buon fine, prosegue con energici movimenti laterali della testa, che servono a tramortire la preda e a girarla dalla parte della testa, in modo tale da poter essere ingoiata senza che le scaglie si conficchino nello stomaco durante la deglutizione.

    RIPRODUZIONE E SVILUPPO
    Il luccio è un pesce oviparo, a fecondazione esterna e a deposizione fitofila.
    La maturità sessuale viene raggiunta al secondo-terzo anno dai maschi ed al terzo-quarto dalle femmine.
    Il periodo riproduttivo coincide con la fine dell’inverno e l’inizio della primavera.


    Esox masquinongy (Tiger Muskellunge (*) (ibrido sterile tra femmina di Northern Pike e maschio di Muskellunge)




    Esox masquinongy, conosciuto comunemente come Muskellunge o Muskie, è un grande pesce predatore d'acqua dolce, simile al luccio europeo appartenente alla famiglia Esocidae.

    Distribuzione e habitat

    Questo pesce è molto diffuso nel continente Nordamericano: bacino fluviale del Mississippi, del Saint Lawrence e nei Grandi Laghi (fino agli estuari nella Baia di Hudson). È stato introdotto nei decenni passati in numerosi corsi d'acqua americani.
    Abita le acque calme e limpide e ricche di vegetazione di laghi, stagni e fiumi.

    Descrizione

    Il corpo è molto allungato, siluriforme, con testa e mandibola inferiore sporgente. Le pinne pettorali sono vicine al ventre, mentre la pinna dorsale e quella anale sono opposte e simmetriche. La caudale è forcuta. La livrea è tendente al bruno-verde, più chiaro sui fianchi e biancastro sul ventre. Numerose screziature verticali dall'opercolo branchiale al peduncolo caudale interrompono il colore uniforme. Le pinne sono macchiate di scuro. Può raggiungere i 35 kg di peso circa e la lunghezza di circa 1.5 metri.

    Riproduzione

    La riproduzione avviene tra marzo e maggio: le uova fecondate esternamente dal maschio sono deposte quindi nella sabbia dalla femmina.

    Alimentazione

    Il Muskellunge è un grande predatore, che si apposta negli anfratti rocciosi o nella vegetazione in attesa di afferrare con le forti mascelle pesci, uccelli acquatici, serpenti e roditori. Predilige prede malate o deboli funzionando da equilibratore nell' habitat,inoltre impedisce il prolificare eccessivo di pesci ciprinidi.


    Nelle acque dell'America Settentrionale i lucci sono rappresentati da Esox americanus, Esox niger, Esox masquinongy ed Esox vermiculatus.


    un piccolo riassunto delle specie di esox lucius

    1 ° esox americanus americanus
    2° esox americanus vermiculatus
    3° esox lucius
    4° esox masquinongy
    5° esox niger
    6° esox reicherti




    Esox americanus americanus
    Red Fin Pickerel (Esox americanus americanus) - che vivono in America





    Esox americanus vermiculatus
    Grass Pickerel (Esox americanus vermiculatus), specie che vivono in America del Nord





    Esox lucios
    Northern Pike (Esox lucius) luccio comune è presente in Europa e negli Stati Uniti, dove raggiunge le stesse dimensioni di noi




    Muskellunge (Esox masquinongy) di grandi fiumi:Allegheny, Delaware, e Susquehanna e laghi: Lago Erie, Ontario, tigri e chantauga che - queste picche, può raggiungere 2,5 m di lunghezza e 50 kg di peso.Tiger Muskellunge (*) (ibrido sterile tra femmina di Northern Pike e maschio di Muskellunge)




    Esox niger
    Catena Pickerel (Esox niger), il cui peso massimo è di circa 15 kg.





    Esox siberia
    Reichert Esox Siberia e, talvolta, il cui peso supera i 12 kg.








    un po di ........... leggete

    Il luccio è sicuramente un pesce sorprendente. Sembra lento e tranquillo poi, quando improvvisamente scatta, per la preda quasi sempre c’è poco da fare..........
    Madre Natura deve avere avuto il suo bel da fare a progettare il luccio: la sagoma del pike risulta estremamente idrodinamica e strategicamente pinnata, ovvero si ritrova con una pinna dorsale arretratissima rispetto al corpo che, con la caudale in asse, gli consente di essere ritenuto un vero e proprio scattista delle acque.
    Ma proviamo ad immaginare al rallentatore cosa accade al luccio prima di sferrare un attacco: quando il Pike (immaginatene uno grosso) percepisce la presenza di una preda nel suo raggio d’azione, tende ad inarcare il corpo o, come scrive Raynolds, a formare una sorta di S quasi come un serpente prima dell’attacco.
    Contemporaneamente le pinne dell’esocide si agitano e si dilatano. Subito dopo scatta violentemente in avanti come una molla, partendo da una velocità pari a zero, per raggiungere quasi i cinquanta all’ora in uno spazio ristrettissimo.
    Sempre grazie all immagine rallentata notiamo che…in fase di attacco il luccio tiene la bocca chiusa! Questo per mantenere la sua idrodinamicità fino alla fine. L’esocide aprirà la bocca solo nell’ultimo istante prima di raggiungere la preda.
    Inoltre, la bocca verrà aperta in proporzione alla stazza della preda quindi, se il luccio vorrà ingollarsi una papera (ne avete immaginato uno grosso, no?), dovrà letteralmente spalancare le fauci.
    Vediamo quindi che il luccio è una sorta di cecchino sempre pronto a tendere agguati: studia l’ambiente e sceglie la postazione migliore per effettuare l’imboscata, si camuffa e nasconde perfettamente, attende pazientemente il momento giusto per poi agire in un attimo.
    Proviamo adesso ad analizzare quei sensi che rendono il luccio un pesce così micidiale.

    Gli occhi del luccio
    Secondo Barry Reynolds, i lucci sono “sight feeders”, ovvero si nutrono soprattutto sfruttando la vista.
    La collocazione arretrata degli occhi rispetto alla testa, ostacola la visuale del luccio per quanto riguarda ciò che gli si viene a trovare davanti al naso.
    Andando più nello specifico, occorre innanzitutto sottolineare che il luccio possiede due campi visivi monoculari di circa centosessanta gradi e che i suoi occhi si muovono indipendentemente l’uno dall’altro.
    I due campi monoculari si possono sovrapporre per un angolo di circa venti gradi, dando così origine ad una visione stereoscopica, ovvero quel tipo di visione di cui facciamo uso noi esseri umani.
    Ed è proprio grazie alla visione stereoscopica che il luccio è in grado di mettere a fuoco ciò che vede. Ipotizziamo allora che il nostro esocide individui una sagoma nel campo monoculare. Questa rimarrà parzialmente indefinita fino a quando il luccio non sposterà la visuale passando alla visione stereoscopica.
    Questo cosa significa? Che se avremmo la fortuna di pescare un luccio “a vista”, sarà probabilmente più efficace presentargli l’artificiale di lato, in modo che d’istinto scatti a prendere l’artificiale senza che questi rientri subito nella visione stereoscopica. A volte sono questi piccoli particolari a decretare il successo nella cattura di un luccio sospettoso o difficile.

    come vedono i pesci?

    Gli occhi dei pesci non sono poi così diversi dai nostri: sono dotati di cornea, iride, cristallino e retina. Nella retina ci sono due tipi di cellule nervose, ovvero i coni ed i bastoncelli. Più elevato è il numero di bastoncelli e coni, migliore è la vista.
    Rispetto agli occhi umani, il numero di bastoncelli e coni nei pesci è inferiore, ragion per cui è lecito supporre che i pinnuti vedano bene, distinguendo perfettamente forma, taglia e colore, ma comunque siano incapaci di percepire gli stessi dettagli dell’occhio umano.
    Un altro aspetto da non sottovalutare assolutamente è la distinzione dei colori sott’acqua. Più la luce penetra in profondità, più viene “filtrata” dall’acqua, per cui si suppone che le nostre mosche tendano inevitabilmente a “perdere” colore man mano che affondino.
    Per la pesca a mosca in acque cristalline è un concetto relativo perché in ogni modo i nostri artificiali non verranno mai utilizzati così a fondo, ma in ogni modo è bene sapere come variano i colori sott’acqua, anche perché in caso di acque velate il “filtro” dei colori sarà accentuato.
    Vediamo quindi che le lunghezze d’onda che ci permettono di percepire i diversi colori vengono assorbite a seconda della profondità in cui si trova lo streamer.
    Il colore che possiede la maggiore lunghezza d’onda è il rosso con settecento nanometri (un nanometro equivale ad un milionesimo di metro).
    Con l’aumentare della profondità il rosso tende a diventare arancione, un colore che possiede una lunghezza d’onda di seicento nanometri, poi giallo e via così fino al blu e viola che possiedono una lunghezza d’onda di quattrocento nanometri. Si potrebbe quindi affermare che uno streamer rosso sarà in grado di assumere tutti i possibili colori a seconda della profondità in cui viene a trovarsi.
    Ma i pesci come percepiscono i colori? Le ultime ricerche hanno confermato che i pesci vedono i colori, e questo è oramai un punto fermo. A quanto pare, i pinnuti hanno una certa sensibilità a percepire le lunghezze d’onda dell’ultravioletto, quindi tra i trecento ed i quattrocento nanometri.

    tabella "coniugale "degli esox



    quella che segue è una tabella estratta da un testo di In-fisherman relativa agli incroci tra le specie esox, valutati a seconda della prolificità, sopravvivenza e fertilità dei nati (quando ci sono):

    X = bassa sopravvivenza e ridotta fertilità delle uova;
    XX= buona frega e sopravvivenza degli avanotti;
    - = incrocio non possibile;
    S = ibridi sterili;
    F = ibridi fertili;
    ? = fertilità degli ibridi non determinata
    Se anche il nostro lucius stesse attraversando una crisi coniugale, dovrebbe andare fino in siberia per trovare l'unica alternativa compatibile (l'amurpike).
    Pochi sporchi e cattivi persino tra loro sti esox.

    il nostro luccio italico e il northern pike sono della stessa specie esox lucius e la livrea visibilmente differente quindi è una variazione all'interno della stessa specie...si si




    piccola cartina di riferimento presa dal web e modificata tanto per rendere l'idea di dove vivono gli esox ..

    Distribuzione - In Italia la specie è autoctona dell’ltalia settentrionale e centrale, fino al Lazio ed all'Abruzzo. Il luccio è diffuso nelle acque dolci e salmastre dell'Europa. Non è presente in Islanda, in Scandinavia occidentale, in parte della Penisola Iberica e nei Balcani meridionali. S’incontra anche in Asia settentrionale e in America settentrionale.



    l'aggiornamento continua

    ecco che finalmente arriva il capitolo come pescare al meglio il luccio !



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    caution !


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