• PESCA A MOSCA; nodi,code, finali, tipologia canne ecc..

     Numero di Visualizzazioni: 1449 

    pesca a mosca i nodi , le code , la tipologia delle canne , attrezzi di uso specifico ecc..


    questa sezione tratta quello che può essere l'attrezzatura idonea per pescare a mosca , e un po di teoria sugli strumenti da pesca, che sarebbero quelli che compongono la canna e diciamo un corredo a parte ( nel glet )


    Ci sono alcune caratteristiche che devono essere prese in considerazione quando si è vuole acquistare di attrezzi da pesca, in modo da facilitare la scelta tra le migliaia di prodotti offerti. Esperti pescatori sottolineano l’importanza di disporre di un buon rapporto con il personale del vostro l negozio di attrezzi da pesca di fiducia. Una volta che avrete letto i nostri consigli, sarete pronti per scegliere l'attrezzatura adatta alle vostre esigenze.



    tipologia della canna

    Non parlo di canne di una volta perché sono fuori commercio ed uso salvo alcuni casi.

    Le ( nuove ) canne in graffita sono divenute più rapide e leggere la qualità di una canna di grafite è determinata dal disegno e dal materiale con cui è costruita. Di sicuro è meglio una canna progettata bene ,quindi con un ottimo disegno, costruita con una grafite a basso modulo ma con un pessimo disegno.

    L'ideale è una canna che sia costruita in alto modulo e ottimamente progettata che x fortuna ne abbiamo tantissime in commercio anche a costi minori ossia canne studiate x allievi e principianti.

    Io personalmente consiglio canne ai principianti non costose perché non apprenderebbero bene canne belle in futuro ,perché troppo tecniche e difficili da utilizzare.

    Le canne da mosca devono avere dei requisiti :


    L’AZIONE: l'azione si suddivide in parabolica,americana o di punta,e inglese.

    Da ormai tanti anni si trovano nei negozi canne paraboliche,perchè la superiorità di codesta azione è ormai appurata.

    L’AZIONE e la forma che assume durante lo sforzo,si può testare la canna così :tenendo la canna in mano dall’ impugnatura e fissando un peso al ultimo anello del cimino o vetta ;oppure imprimendo alla canna dei piccoli colpetti e cercando di fermare il polso in modo che la canna si fletta mostrando l azione. Pratica che viene utilizzata nei negozi . Questo sistema credo x il principiante un attimo difficoltoso agli inizi poi con un po’ di allenamento tutto risulta facile.


    LA RAPIDITA’: la rapidità viene svolta nei banchi di prova o saggiando la canna come descritto prima quanto detto verificando quanto tempo il cimino rientra nella sua posizione iniziale più velocemente rientra più diremo che è rapida.

    LA POTENZA: la potenza è indipendente dal azione o dalla rapidità , su tutte le canne da mosca si

    Leggono delle sigle la misura espressa in piedi e la misura della coda che deve essere usata, tenete presente che la coda da usarsi può essere di una misura in meno ma non una misura in più.

    Più alto sarà il numero di coda che la canna riesce a proiettare più sarà potente.

    LA LUNGHEZZA DELLA CANNA: è quasi soggettiva,perche ,in un medio corto lago o torrente

    Una 7/6 grande corso 8 massimo 8/6 la lunghezza della canna è espressa in piedi un piede 30 cm-





    le code di topo



    Che l'attrezzatura da mosca si differenzia da quelle che vengono utilizzate nelle altre tecniche è cosa risaputa, ma l'elemento che più degli altri ne evidenzia la singolarità è senza dubbio la coda di topo. Ma cos’è questa strana ‘lenza’ che i pescatori fanno volteggiare avanti e indietro e ancora, perché è così diversa dalle altre ? La coda di topo, che si chiama così per il suo profilo che ricorda quello del roditore, è quella parte dell’attrezzatura che dopo essere stato messo in movimento dalla canna, riesce a proiettare in avanti la mosca e spedirla nel punto preventivamente fissato, e il perché del suo profilo è presto detto. Nella pesca a mosca non essendoci pesi aggiunti alla lenza come nelle altre tecniche, si rende necessaria una lenza con una aerodinamicità tale che possa permettere un suo facile allungamento e la conseguente proiezione della mosca. Nel corso dei secoli la coda di topo ha avuto molti cambiamenti in fatto di materiali, passando dal crine di cavallo alla seta fino ai materiali plastici dei giorni nostri. Una moderna coda è fatta di un’anima interna cilindrica che è poi quella resistente la quale è avvolta da un rivestimento plastico che ne conferisce il profilo. Non tutte le code sono uguali ma ne esistono di vari profili e pesi. Questo in generale, ma se si vuole scendere più nei dettagli va fatta una loro prima classificazione e cioè vanno divise in DT (Duoble Taper) e WF (Weight Forward). Le prime, dette anche Doppio Fuso, sono le più comuni e le più facili da utilizzare e sono per lo più usate nella cosiddetta pesca leggera, quella per intenderci fatta in torrente o medio fiume. Se tagliate ipoteticamente a metà, sono perfettamente simmetriche e possiedono una prima parte a sezione parallela detta Tip la quale finisce con una parte conica chiamata appunto conicità o in inglese Taper che ha una funzione importante e cioè quella di conferire alla coda la giusta plasmabilità, la potenzialità, la precisione e penetrazione nell’aria,. Alla fine della conicità c’è un’altra sezione parallela detta Belly che occupa la maggior parte della sua lunghezza la quale finisce con un’altra conicità e poi con un altro Tip. La coda DT è molto precisa e molto delicata nella posa. La WF invece, dette anche Decentrata, a differenza della DT possiede un profilo che come dice il nome sposta il peso in avanti. Ha sempre il Tip iniziale e la prima conicità simile alla DT, ma il Belly a differenza delle prime, è molto più corto. A questo c’è unito un altro Taper quasi sempre diverso dal primo come lunghezza, e poi una lunghissima parte molto sottile e parallela detta Running. Come si evince Fi.1, questa seconda coda è molto diversa nel profilo dalla prima, profilo che le conferisce molta potenza e facilità nel raggiungere lunghe distanze. La WF di solito si usa per lanciare grossi e/o voluminosi artificiali tipo quelli da Bass o Lucci. A loro volta le WF con gli anni anno subito delle evoluzioni e da quella chiamiamola base, sono nate altre code con dei profili sempre decentrati ma con misure e conicità diverse ognuna finalizzata ad una pesca ben precisa. Ed in relazione a questo oggi due delle più conosciute e utilizzate sono ad esempio le ‘Long Belly’, e le ‘Triangle Taper’, in cui le peculiarità maggiori sono per la prima un Belly più lungo che per le corte distanze la fa comportare come una DT poiché il Taper fuori dalla canna è solo uno, e per la seconda una sezione triangolare per i primi dodici metri acquistando anch’essa una buona delicatezza di posa a discapito però dello shooting, termine tecnico che sta a significare il trascinamento della coda dopo il lancio. Per dovere di cronaca, esiste ancora oggi un tipo di coda che ormai non si utilizza quasi più che è la ‘Level’, che tutto è tranne che una coda ‘nuova’, ma che comunque, sia per cultura alieutica che per rispetto della storia della pesca a mosca, va messa ancora tra le code utilizzate.



    Questa è una coda che non possiede conicità e che pecca di conseguenza moltissimo di velocità e precisione. Tutte le code sono in ogni modo classificate anche con un numero che ne individua il peso dei primi 9 metri e 15 cm, e così si va dalla N. 1 alla 13 etc. Si può dire in generale che fino alla 4 si hanno code leggere usate per la pesca in torrente e fiumi di fondovalle, dalla 5 alla 7 code intermedie, usate per la pesca nei grandi fiumi e a ninfa, cioè sotto la superficie dell’acqua che vedremo poi, dalla 8 in su, per la pesca in laghi o in mare per insidiare grosse prede. Le code possiedono anche un'altra classificazione e cioè sono galleggianti, sommerse e con punta affondante. Le sommerse inoltre possono essere a loro volta anche ad affondamento lento, veloce e molto veloce. Le code galleggianti servono per pescare a mosca secca dove è necessario che l’artificiale resti sul pelo dell’acqua, ma anche a ninfa dove è sufficiente che scenda sotto solo il finale, le sommerse sia totali a varie velocità che con punta affondante si usano per pescare a Streamer insidiando Lucci, Black o pesci marini in posti quindi in cui è necessario che l’artificiale scenda in profondità. Le galleggianti sono identificate con la lettera ‘F’, mentre le sommerse con la lettera ‘S’, quelle a punta affondante con entrambe ‘F/S’. Quindi se dobbiamo acquistare una coda di topo Doppio Fuso del numero 3 galleggiante chiederemo una ‘DT 3 F’, mentre una WF del numero 8 sommersa sarà una ‘WF 8 S’, ed una WF a punta affondante del numero 6 sarà ‘WF 6 F/S’. Il principiante non deve assolutamente pensare che tutte queste sigle e numeri possano generare grossa confusione poiché è solo una questione di confidenza con essi. Del resto ogni tecnica di pesca possiede le proprie sigle, starà a noi farle proprie con il tempo.

    Le principali caratteristiche delle DT e delle WF si possono così riassumere:

    DT

    Assolutamente la migliore per precisione e delicatezza in funzione della sua simmetricità.

    Con l’ausilio di una buona tecnica di lancio risponde ottimamente ai requisiti richiesti.

    Grazie alla simmetricità è economicamente molto valida in quanto può essere girata quando si consuma ed averne sempre una parte pressoché nuova.

    Ottima in alcuni tipi di lanci in quanto è molto plasmabile in tutta la sua lunghezza.

    Indiscutibilmente superiore nei numeri fino alla 4 nelle cosiddette pesche leggere.

    WF

    Grossa fenditura dell’aria con possibilità di raggiungere grosse distanze nei numeri più grandi. Di grande aiuto nei laghi.

    Indiscutibilmente superiore nei numeri dal 8 in su in funzione del suo utilizzo in relazione alle cosiddette pesche pesanti.

    Un po’ limitata in tutti quei lanci in cui è necessaria una sua plasmabilità.


    i finali

    ll finale è spesso sottovalutato ma è quel sottile cordone ombelicale che unisce la fine della coda alla mosca, quindi il contatto diretto tra noi e il pesce.

    La prima suddivisione tra le tipologie di finali esistenti è quella tra finali conici e finali a nodi.

    Quale sia meglio è del tutto discutibile e soggettivo per cui ci si limita a rimarcare le caratteristiche di entrambi.

    Il conico ha il vantaggio di non avere nodi che, per quanto piccoli, offrono un minimo attrito all’aria e sono uno dei punti in cui facilmente si incastra la mosca a causa di un tailing loop o di una azione non perfetta. Il rovescio della medaglia è che non si possono modificare a piacere ma semplicemente allungare o variare il tippet.

    I finali a nodi hanno, come detto in precedenza, il piccolissimo handicap dei nodi stessi ma il grande pregio di permettere tutte le modifiche possibili ed immaginabili come sarà molto evidente nel proseguo di questo articolo.

    Per avere un finale si possono seguire 2 strade ovvero comprare finali conici o a nodi già pronti oppure costruirsi un finale a nodi seguendo schemi più flessibili. Tra i finali in commercio esistono varie lunghezze, pochi profili (in termini di rapporto tra potenza e conicità) e questo rende i finali commerciali perfettamente utilizzabili anche se, ovviamente, la costruzione del proprio finale permette di meglio adattarsi alle diverse condizioni di pesca e di adeguarsi a cambiamenti di tecnica in modo molto rapido e senza necessariamente cambiare tutto il finale.

    Una piccola considerazione economica prima di entrare nel dettaglio di come assemblare il proprio finale…… costruirsi i finale richiede l’acquisto di parecchie bobine di nylon o fluorocarbo (a secondo dei casi) di molti diametri e la spesa iniziale è decisamente superiore rispetto all’acquisto di qualche finale commerciale. Tale maggior spesa è ampiamente ripagata dopo pochi mesi di pesca.

    Detto questo è ovvio che preferisco i finali non “commerciale” pertanto cercherò di spiegare come si realizza un finale in funzione di ciò che si vuole ottenere.




    Premessa

    Le formule di costruzione dei finali di seguito descritte rappresentano una sintesi della bibliografia classica esistente. In questo senso tali formule sono esemplificative, propedeutiche all’apprendimento corretto delle regole di base per l’autocostruzione.

    Adattandole alle proprie capacita’ di lancio ed alle attrezzature usate si ottimizzerà armonicamente l’insieme lanciatore-attrezzo di lancio.

    Descrizione

    I finali sono composti da:

    1. La potenza ovvero la parte più’ vicina alla coda. Essa ha il diametro maggiore e permette la distensione del terminale. Più e’ prevalente percentualmente sulla lunghezza totale del finale più esso si discenderà facilmente.(filo 40/45)

    2. Il tratto conico: e’ una parte di terminale costituita da fili di diametro decrescente.

    3. La punta o tip: e’ l’ultimo tratto che si collega da un lato alla mosca e dall’altro al tratto conico. E’ solitamente compresa tra diametri del 16 e del 10.

    Gli spezzoni sono interconnessi con nodi a doppio barile (blood knot). (vedere articolo I Nodi per la PAM)



    I Finali da mosca secca

    I finali servono a trasferire l’energia cinetica alla mosca in maniera

    - molto efficiente quando si vuole distendere la mosca (lago, fiumi a corrente uniforme, vento contrario)

    - inefficiente quando la mosca non deve sopravanzare troppo la coda per limitare i dragaggi (Torrente, fiumi a corrente poco omogenea).



    Finali potenti (molto efficienti cineticamente)
    Per una corretta distensione occorre privilegiare sezioni di diametri importanti e quindi capaci di non dissipare gli imput ricevuti dalla coda ( e dal lanciatore).

    Un finale esemplificativo è costituito da: 60% potenza, 20% tratto conico, 20% tip.



    Finali sbilanciati (inefficienti cineticamente)

    Sono costituiti in percentuale sulla lunghezza totale da: 40% potenza, 20% tratto conico, 40% tip. Essendo di primaria importanza la capacità di lancio e’ evidente che, in funzione della propria bravura e quindi della propria capacità di trasferire gli imput al terminale, le percentuali dei tre tratti potranno essere riviste in difetto/eccesso.

    Esistono una infinita’ di percentuali intermedie utilizzabili in base ai propri gusti personali. Quelle scelte si basano evidentemente su esperienze personali.





    Esempio di costruzione:

    Voglio costruirmi un terminale per acque turbolente di 3.70 m. Userò le percentuali sopradescritte per sbilanciati e le moltiplicherò per i metri di terminale. Facendo poi la somma dovrò ottenere, se i calcoli sono giusti , la misura complessiva del terminale.:

    1. potenza 40 x 3,7= 148 cm.

    2. tratto conico 20x3.7= 74 cm

    3. punta o tip 40x3.7=148 cm

    4. Verifica:148+148+74=370 cm.



    Il tratto conico

    Questo tratto e’ deputato a trasferire al tip la forza cinetica in arrivo dalla potenza. E’ costituito da spezzoni di filo di diametro decrescente. La scalarita’ e’ piu’ o meno graduale di nuovo in funzione delle capacita’ di lancio. A titolo esemplificativo si potra’ scalare nell’ordine di 0.05 unita’ fino al filo del 20 (ex. con potenza del 45 avremo fili del 40-35-30-25-20)e di 0.02 unita da questo in poi fino al diametro antecedente il tip finale richiesto (ad esempio con un tip del 10 il tratto conico avrà la parte terminale composta da fili del: 18-16-14-12). Per quanto riguarda le misure dei singoli fili, partendo dal più grande, esso avra’ stessa misura del secondo, il terzo del quarto, questa coppia avra’ lunghezza minore della prima e cosi’ via.

    Ex. riprendiamo il terminale descritto nell’esempio di costruzione: tratto conico 20x3.7= 74 cm. Decidiamo di adottare un tip del 14 e potenza del 45. Avremo un tratto conico di (40/35/30/25/20/18/16). Dovremo giostrarci le misure in modo da arrivare a 74 cm. Esistono infinite soluzioni. Una e’ 40/35=15+15, 30/25= 11+11, 20+18=8+8, 16=6.

    Sommando avremo:15+15+11+11+8+8+6=74.

    Si puo semplificare il numero di spezzoni scalando i diametri sempre di 0.05 unità (ad ex. riprendendo il caso precedente: 40-35-30-25-20-15) come alcune scuole di lancio insegnano.

    Consiglio di testare diverse formule di scalarita’ e verificarne l’efficacia per il proprio stile. In caso di capacità di lancio “perfettibili” a volte è meglio conservare maggiore scalarità mantenendo gli spezzoni con salti di 0.02 unita che consentono un trasferimento di potenza migliore.



    Terminali antivento

    Negli States c’e’ chi sostiene l’efficacia di un approccio ai terminali assimilabile a quello utilizzato per le code. Si costruiscono dunque terminali con potenza decentrata simulando i taper wf.

    Questi terminali danno risultati discreti in caso di situazioni di forte vento.

    Pollici di diametro filo: 0.017- 0.019- 0.021-0.017-0.015-0.012-0.009-0.007-0.006

    Lunghezza in pollici: 18- 32- 40- 20- 16- 12- 12- 12- da 34 a 42

    per passare da diametro filo in pollici a centimetri moltiplicare per 2.5 cm (1 pollice 2.5 cm.)

    ex. 0.012pollici x 2.5:0.030: filo del 30



    I Finali da ninfa

    I finali da ninfa sono costituiti da pochi spezzoni se le ninfe sono piombate, con l’avvertenza generale di usare fin dalla potenza fili fini (30/35) per fare affondare molto in fretta la ninfa (i fili piccoli vanno a fondo prima).

    Non sono necessarie particolari percentuali in quanto il peso della ninfa e’ solitamente tale da trasmettere senza problemi il movimento e la pesca a ninfa si esercita al meglio su distanze medio corte (da 2 a 5 metri). Qualora le ninfe non siano piombate si utilizzino finali con spezzoni di filo via via piu’ lunghi dalla coda verso l’esca (i fili piccoli vanno a fondo prima) ex. finale di 2,70 m. :30 cm. del 45, 30 del 40, 30 del 35, 30 del 30, 40 del 25, 70 del 22. Lunghezze consigliate:1.8/3 m.

    Negli ambiti delle gare di PAM soprattutto nell’est europeo si usano come potenza dei trecciati o fili estremamente rigidi come il nylon stroft. Provati personalmente danno risultati eccezionali in termini di sensibilità sull’abboccate più timide ma possono compromettere i cimini più fragili proprio per la loro estrema rigidità.

    La rigidità puo anche essere modificata con shock termici. Se immergete per un paio di minuti i vostri terminali nell’acqua bollente potete ottenere, con certe tipologie di fili, terminali più elastici, ottimali per la pesca a mosca secca su pesci di taglia.

    Per meglio sentire le abboccate a ninfa e’ ulteriormente consigliabile unire gli spezzoni con asole che riducono le curvature dei singoli spezzoni.



    I Finali da Streamer



    I finali da streamer non richiedono, per le nostre acque, grossi sforzi: uno spezzone del 45, uno del 35 e un del 25 di misure uguali per una lunghezza complessiva di 1.80/2 metri e’ piu’ che sufficiente. Il peso dello streamer fungerà da propulsore.




    alcuni nodi nella pesca a mosca


    BLOOD KNOT



    Blood Knot, o più comunemente detto "nodo a barilotto",
    l'ideale per unire spezzoni di filo anche di diverso diametro.
    Viene usato soprattutto da chi ama auto costruirsi i propri finali a nodi.



    DUNCAN KNOT



    Questo duncan knot è il classico "nodo della girella", usatissimo da sempre dagli spinningofili, ma parecchio anche dai moschisti per legare la mosca al finale. Alcuni asseriscono però che questo tipo di nodo vincola troppo l'artificiale, limitandone la naturalezza dei movimenti in acqua.



    MORRUM KNOT



    Classico nodo per mosche da salmone. Lo si può chiudere (come nella foto) sopra l'occhiello dell'amo, oppure sotto l'occhiello dell'amo, influenzando così il movimento dell'artificiale nell'acqua.



    NAIL KNOT



    Eccellente sistema per unire il finale alla coda di topo. Bisogna far passare con l'aiuto di un ago, il monofilo attraverso la coda di topo, e procedere come in figura.




    Variante del nodo precedente, il nailles knot non richiede che il monofilo sia inserito nella coda di topo, ma alla fine (come si vede chiaramente nella foto) il finale rimane disassato rispetto alla coda.

    ORVIS KNOT



    Nodo semplice ma di ottima tenuta.



    PALOMAR KNOT




    L'unica difficoltà di questo palomar knot, sta nel dover infilare il filo "doppio" attraverso l'occhiello che, nel caso di ami di piccole o piccolissime dimensioni, può essere un problema. Per il resto è un nodo che offre un ottima garanzia di tenuta.



    SURGEON KNOT



    Nodo "spartano" ma molto valido per unire spezzoni di filo, anche di diametro diverso. I due capi, però, restano disassati.



    SURGEONLOOP KNOT



    Nodo che ha la particolarità di non serrare l'occhiello dell'amo, lasciando quindi i grossi artificiali (per i quali è stato concepito), liberi di muoversi in acqua con naturalezza.



    TRILENE KNOT



    Si dice che questo "trilene knot", sia il nodo per legare la mosca al finale con la maggior tenuta in assoluto. Provare per credere......



    accessori di impiego nella pesca a mosca

    IL SILICONE
    il silicone ha la proprietà dì impermeabilizzare i nostri artificiali in modo che tendano a galleggiare meglio, per un periodo dì tempo più lungo. Di solito vengono utilizzati sulle mosche secche, sulle emergenti e sui bug.
    Io consiglierei i siliconi in pasta. Si usano con una piccola quantità sui polpastrelli dì pollice e indice; il calore e lo sfregamento fanno sciogliere in parte la pasta al silicone cosicché possiamo fare un vero e proprio massaggio con gli stessi polpastrelli al nostro artificiale. Sono molto adatti agli artificiali più grossi, ai bug, alle imitazioni dì sedge ed anche per restaurare la loro silhouette una volta sciupati. È molto utile l'impiego del silicone per ingrassare il finale quando richiesto e per ingrassare i finali in treccia e in calza. Altri siliconi tipo spray non valgono niente perché il silicone è un solido e, per renderlo liquido,utilizzano diluenti in dosi massicce per poterlo utilizzare spray indi perde i suoi poteri e rovina l'artificiale. Fate sempre almeno due lanci di prova in acqua prima di andare a pesca perchè l'artificiale emana una piccola chiazza oleosa che potrebbe insospettire il pesce.




    I SALI DISIDRATANTI
    Servono per asciugare la mosca quando è inzuppata . Praticamente si soffia sulla mosca, la si immerge in questi sali o la si mette sul palmo della mano sempre legata al finale cospargendola dì sali poi si soffia di nuovo molto bene e si ricomincia a pescare. Non va mai lasciato alcun cristallo dì sale sulla mosca perché otterremmo l' effetto contrario .
    Oppure ci sarebbe, ma dì costo elevato, il fungo l'amadou; praticamente, sono due fette a mo dì salame di pelle con attaccato su ogni fetta una fetta dì fungo tipo toast. L'artificiale inzuppato viene strizzato fra queste due fette dì amadou e ne esce perfettamente asciutto. Se il fungo è veramente amadou è il migliore

    STENDIFINALI
    Un accessorio costituito da due fette dì gomma tipo toast che si utilizza per distendere i finali quando sono nuovi oppure per eliminare certe pieghe. Il finale deve sempre stendersi diritto senza pieghe.




    TRIM O TAGLIA UNGHIE
    Viene utilizzato per tagliare gli eccessi di filo dei nodi sugli occhielli delle mosche ecc..




    scatole porta mosche




    PINZE
    Tipo chirurgico, meglio autobloccanti. Si utilizzano per slamare il pesce senza seviziarlo troppo, per schiacciare l'ardiglione, stringere piombi,ecc...










    Copyright © 2010- pescatribe
    All Rights Reserved.